Roxy in the box dopo gli studi artistici presso l’Istituto Statale d’Arte Filippo Palizzi di Napoli, ha iniziato la sua carriera nel 1999 esponendo le sue opere in mostre personali e collettive presso musei, sedi istituzionali e gallerie italiane ed estere.
Partendo dalla vivacità dei colori e dalla estremizzazione della pop-art couture americana, le sue opere mirano a modificare la visione del mito moderno accentuando il potere mediatico delle persone. Focalizza l’attenzione su problemi sociali ed etici che partendo dalla realtà della città di Napoli, considerata come suo personale microcosmo artistico, si riflettono sull’intero contesto internazionale. Attraverso un suo personale meccanismo creativo, l’artista analizza la quotidianità eliminando ogni forma di retorica dalle sue opere pur mantenendo un sottile velo di ironia che contribuisce a sottolineare la drammaticità dei temi trattati.
Tra le maggiori esposizioni vi sono: “Acthung! Acthung! All’Ex-Gil di Roma a cura di Micol di Veroli e Barbara Collevecchio, “L’Impresa dell’Arte” al museo Pan di Napoli a cura di Julia Draganovic, “N.EST 2.0 the making of the city/disegna la tua città” al museo Madre di Napoli, “Arredo Palazzo Italia”, a cura della Farnesina a Belgrado e “Cow Parade” in Piazza della Signoria a Firenze.
Roxy in the box ha collaborato attivamente allo start up del format “Snack di valori” a cura della videometrò Napoli.
Nel 2008 a seguito di un premio vinto alla Seagate creative Fund il regista Massimo Andrei ha diretto il documentario “Schiaffilife” vita e opere di Roxy in the box, presentato in anteprima ad Artecinema a cura di Laura Trisorio, nonché vincitore del festival Artecinema di Bergamo.
Nel 2010 è nata la collaborazione tra Carpisa e l’artista alla quale è stato commissionato la realizzazione di un manifesto per illustrare il progetto “Green Revolution”.
Inoltre la ritroviamo in due compilation musicali con la canzone T’aggià scassà ‘o sanghe: Madrenalina a cura del museo Madre (progetto di Ciro Cacciola) e cafè del friariello prodotto dalla Graf editore e curato dal dj Gianni Simioli.
Ha collaborato inoltre con critici e curatori d’arte quali Julia Draganovic, Gianluca Marziani, Antonio Arevalo, Anita Pepe e Micol Di Veroli.

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