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	<title>Galleria primopiano</title>
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	<description>galleria d&#039;arte fotografica</description>
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		<title>FRESH MEAT di Francesco Taurisano</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 17:41:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>primopiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Exhibitions]]></category>

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		<description><![CDATA[FRESH MEAT di Francesco Taurisano a cura di Antonio Maiorino e Sveva D’Antonio Vernissage: giovedì 7 giugno 2012 – ore 19 &#8211; Galleria PrimoPiano Via Foria 118 Napoli Orari di visita: dal martedì al giovedì dalle 16:00 alle 20:00 – &#8230; <a href="http://www.primopianonapoli.com/exhibitions/fresh-meat-di-francesco-taurisano/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.primopianonapoli.com/wp-content/uploads/2012/05/Facciata-A-rid.jpg" rel="lightbox[1104]"><img class="size-medium wp-image-1105 aligncenter" title="Facciata A rid" src="http://www.primopianonapoli.com/wp-content/uploads/2012/05/Facciata-A-rid-300x187.jpg" alt="" width="300" height="187" /></a></p>
<h1 style="text-align: center;">FRESH MEAT di Francesco Taurisano</h1>
<p style="text-align: center;">a cura di Antonio Maiorino e Sveva D’Antonio</p>
<p style="text-align: center;">Vernissage:      giovedì 7 giugno 2012 – ore 19 &#8211;  Galleria PrimoPiano Via Foria 118  Napoli</p>
<p style="text-align: center;">Orari di visita:  dal martedì al giovedì dalle 16:00 alle 20:00 – venerdì, sabato e domenica per appuntamento.<br />
Dal 7 al 30 giugno 2012</p>
<p style="text-align: center;">La Galleria PrimoPiano è lieta di presentare “Fresh Meat” di Francesco Taurisano<br />
Video _ Fotografia.</p>
<p style="text-align: justify;">La prima personale di Francesco Taurisano: la macelleria della modernità in un progetto acuto e dirompente sul labile confine dei delitti reali e di quelli estetici.</p>
<p style="text-align: justify;">Fresh meat ha, senza necessità alcuna di filtro selettivo, il taglio di un’ispezione della decadenza, con l’ironica e irridente opposizione all’assunto del titolo che, invece, della carne promuove la freschezza. Francesco Taurisano è toccato dalla preziosa ‘sospensione momentanea del giudizio di gusto, indifferenza, necessaria’ per appropriarsi di un’identità che i mezzi di comunicazione di massa hanno dato in pasto al mondo con macabro voyeurismo e, l’artista, quella rubata identità, la trasforma in oggetto, trasferendola in una dimensione nuova d’indagine estetica.<br />
Issei Sagawa, il cannibale superstar, l’assassino che attende in libertà di poter consumare ancora un ulteriore fiero pasto, è l’uomo che Taurisano strappa dal supermercato televisivo, con la già citata sospensione di giudizio duchampiana, conducendolo al centro dell’incrocio di natura, umanità, estetica, modernità.<br />
È ovvio, ai nostri occhi, che egli non riconosca la natura, perché la natura, provvista di norma, sarebbe dovuta essere un’alleata di Issei Sagawa/Taurisano, mentre non lo è stata: nuovamente matrigna, nemica e sostenitrice del delitto. Più della natura stessa può la volgarità umana che di quell’orrore fa mercato producendo una diffusa subliminale giustificazione dell’atto, una spettacolarizzazione dell’atrocità. Taurisano fa assurgere la vicenda/identità di Sagawa a tòpos della catabasi nella modernità mediatica. Una cronaca che irradia dalla fine del secolo scorso anticipando, con lacerante nettezza, la caduta e la decomposizione del gusto estetico, della tradizione. La macchina mercantile, con una logica più precisa della natura stessa, trasforma le identità in maschere che devono sostenere, soddisfare, indurre il consumatore a provare dei sentimenti, a porsi le domande, ad acquistare quella identità, come e nelle modalità che il mercante ha già pre-disposto nel suo disegno.Una sottile essenza perversa si delinea nelle immagini che l’artista seleziona, una visione di programmatica insanità sociale che l’ordre à rebours imposto dall’autore potrebbe tradurre in catarsi.<br />
Il disincanto è totale, Taurisano pone delle domande ma non sembra sperare che quell’essenza perversa ‘che fa la sua comparsa ora in un punto ora in un altro della volontà umana’ possa smettere di essere manipolata. L’Arte allora si trasforma in prodotto disumano dell’umanità divenendo come la dea Kali, che quella umanità addenta e mastica con il sangue che le cola dalla bocca.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Corriere del Mezzogiorno per: Innesti di Antonella Raio</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 17:47:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>primopiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Press]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.primopianonapoli.com/wp-content/uploads/2012/04/corriere-del-mezzogiorno.jpg" rel="lightbox[1084]"><img class="aligncenter size-full wp-image-1085" title="corriere del mezzogiorno" src="http://www.primopianonapoli.com/wp-content/uploads/2012/04/corriere-del-mezzogiorno.jpg" alt="" width="678" height="800" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Massimo Pastore &#8220;è quel sono che ci rende uguali&#8221;</title>
		<link>http://www.primopianonapoli.com/news/massimo-pastore-e-quel-sono-che-ci-rende-uguali/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 17:31:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>primopiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[art]]></category>
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		<category><![CDATA[vita]]></category>

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		<description><![CDATA[a cura di Antonio Maiorino con il Patrocinio: Comune di Siracusa Assessorato alle Politiche Culturali Comune di Siracusa con il sostegno di: Galleria PrimoPiano Napoli Cantine Astroni Vernissage: lunedì 30 aprile 2012 – ore 18 &#8211; Galleria Civica d’Arte Contemporanea &#8230; <a href="http://www.primopianonapoli.com/news/massimo-pastore-e-quel-sono-che-ci-rende-uguali/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.primopianonapoli.com/wp-content/uploads/2012/04/Manifesto-siracusa-x-sito.jpg" rel="lightbox[1078]"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1079" title="Manifesto siracusa x sito" src="http://www.primopianonapoli.com/wp-content/uploads/2012/04/Manifesto-siracusa-x-sito-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: center;">a cura di Antonio Maiorino<br />
con il Patrocinio:<br />
Comune di Siracusa<br />
Assessorato alle Politiche Culturali Comune di Siracusa</p>
<p style="text-align: center;">con il sostegno di:<br />
Galleria PrimoPiano Napoli<br />
Cantine Astroni</p>
<p style="text-align: center;">Vernissage:     lunedì 30 aprile 2012 – ore 18 &#8211;  Galleria Civica d’Arte Contemporanea Montevergini - Via Santa Lucia alla Badia 1  Siracusa</p>
<p style="text-align: center;">Orari di visita: da martedì a domenica 10-13 / 16-20. Lunedì chiuso.<br />
Fino al 29 maggio 2012</p>
<p style="text-align: justify;">La contemporaneità di diversi protagonisti e delle loro umanità attraverso le performance solipstiche di Pastore nelle opere fotografiche “Bianco Cold Landscapes”, ci riportano ad un parallelismo assurdo a casuale, con probabili punti di incontro  che solcano la stessa traccia dell’assurdo e del volutamente reale. Un pendolarismo temporale ci conduce a personaggi che vivono o non vivono più, che non avrebbero mai potuto essere contemporaneamente in quel luogo. Sebbene nelle storie esposte ci siano indubbie relazioni  tra i personaggi esse scompaiono trasformando il reale in una serie di monadi e di punti di vista. I soggetti sono lo spazio stesso . con la soppressione del tempo oggettivo e traghettando i personaggi all’interno della psiche il reale si espone in maniera allucinata e bianca dove l’unico ordine è quello analogico del bianco e delle vesti (o di un’unica veste uguale per molti). Il continuo sdoppiamento del soggetto è evidentemente non spiegabile oppure si delinea come onirica ossessione o ancora come analisi psicologica. Probabile sia dissociazione di un’anima. Si espone Pastore al pubblico prestando il suo corpo a quei personaggi che non sono più ma che hanno fatto parte della sua storia familiare, gioca quindi con il paradosso temporale sincronia/diacronia. Quel che è già accaduto lentamente si liquefa nel bianco, oppure quello che è ancora da venire nel bianco si compone. Il bianco diventa elemento di autosospensione, di azzeramento volontario  e fittizio  della coscienza affinchè sia l’occhio  a comprendere quanto ci sia di cinereo e quanto di niveo. E credendo a quel che si vede sembrerà di sentire le parole di Plinio il giovane: &#8211; Agli occhi ancor tremanti tutto si mostrava cambiato e coperto da un monte di cenere, come se fosse nevicato.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Trittico – è quel sono che ci rende uguali</p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto artistico per immagini fotografiche Bianco, cold landscapes, sembra avere compiutamente definito il suo assetto compositivo con un’opera che l’autore ha realizzato ispirato dallo specifico siciliano.<br />
Il trittico, dal titolo ‘è quel sono che ci rende uguali’, pensato come pala d’altare suddiviso in tre ‘tavole’ fotografiche, e posto alla parete di fondo della navata unica dell’ ex convento Montevergini sede della Galleria Civica d’Arte Contemporanea di Siracusa, è l’opera che vede il prezioso equilibrio di un lungo ciclo creativo che Massimo Pastore ha negli anni composto in luoghi distanti e diversi, in una poetica ricerca dei luoghi fisici e di quelli della memoria, in avvicendamenti e sovrapposizioni emotive che si sono stratificate in corso d’opera consegnandoci una texture di lirica compostezza.<br />
Lo scenario dell’opera è l’Etna innevato e, nella pala centrale, un atto performativo profondamente simbolico è stato eseguito sull’altro vulcano, il Vesuvio, sottolineando così fortemente il legame tra queste terre.<br />
Nel suo insieme, il trittico, rappresenta il passaggio di resurrezione.  L’artista esce di scena definitivamente, liberandosi di quella sindone che è stata manifestazione tangibile dell’altrimenti invisibile, lasciandola al vento che la condurrà lontano, mentre nelle pale laterali i due personaggi incontreranno il loro destino.<br />
Pastore propone così un intreccio dialogante tra luoghi fisici, eterni simboli della potenza della natura e del mito e, con sussurrato fascino, il confronto per contrasto con l’opera del Caravaggio, Il seppellimento di Santa Lucia esposta nell’attigua chiesa di Santa Lucia alla Badia.  Pastore rappresenta la resurrezione con il lucore della liberazione, il Caravaggio la morte, la sepoltura. Uno è esterno, chiaro, luminoso e diurno  l’altro invece sotterraneo, cupo, drammatico. E le due figure preminenti dell’una e dell’altra opera sono speculari e segni dell’ imperitura lotta tra morte e vita.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Antonella Raio &#8211; Innesti</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Mar 2012 16:13:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>primopiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Antonella Raio &#8211; Innesti a cura di Antonio Maiorino Scultura. Installazione. Fotografia. Video Vernissage: giovedì 12  aprile 2012 – ore 19 Galleria PrimoPiano Via Foria 118 Napoli Orari di visita: dal martedì al venerdì 16:00 alle 20:00 – sabato e &#8230; <a href="http://www.primopianonapoli.com/exhibitions/antonella-raio-innesti/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.primopianonapoli.com/wp-content/uploads/2012/03/foto-per-articolo.jpg" rel="lightbox[1066]"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-1067" title="foto per articolo" src="http://www.primopianonapoli.com/wp-content/uploads/2012/03/foto-per-articolo-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Antonella Raio &#8211; Innesti<br />
</strong>a cura di Antonio Maiorino</p>
<p style="text-align: justify;">Scultura. Installazione. Fotografia. Video</p>
<p style="text-align: justify;">Vernissage: giovedì 12  aprile 2012 – ore 19</p>
<p style="text-align: justify;">Galleria PrimoPiano Via Foria 118 Napoli Orari di visita: dal martedì al venerdì 16:00 alle 20:00 – sabato e domenica per appuntamento _ fino al 27 aprile 2012</p>
<p style="text-align: justify;">Non ci sarà oggetto, opera, feticcio d’arte da analizzare o davanti al quale stazionare per il tempo che il pubblico vorrà ad esso concedere. Gli adempimenti concettuali sono già risolti, decodificati in anticipo, pre-masticati dalle mandibole dell’artista. Un disegno dai contorni ben netti, un percorso imposto e non riformabile, una gradualità numerata con colori e palpiti, un vis-à-vis con un inaspettato settétto.<br />
Il progetto di Antonella Raio ha già di suo una duplicità etimologica nella parola che ne porta il titolo  che fa discettare i coriacei studiosi della lingua: innesto forse proviene da introdurre (insitus) o, altri ritengono, da legare, unire (innèxus) e ambedue le ipotesi sono ritenute plausibili.<br />
E’ su questo duplice filo che l’artista propone una nuova personale narrazione sulla reintroduzione o sulla annessione dell’organo umano più citato, evocato, esaltato dacché l’uomo gli ha consegnato l’onere di contenere anima e sentimenti: il cuore.<br />
Duplice anche l’azione d’innesto che l’artista ha destinato a due città, per molti motivi agli antipodi, Berlino e Napoli. Cuori ‘abbandonati’ in luoghi pubblici, innestati sulle così diverse quotidianità delle due città, con risultati di singolare forza, un’emotività trattenuta e discreta oppure stupita, urlata, debordante, talvolta silenziosa e dolorosamente assente.<br />
Tali  esperienze, in una sorta di rizomatica esistenza, creano connessioni che infine superano l’apparente partenza binaria per essere trasformata, dalla composizione dell’artista, in rivolta contro le gerarchie della tradizionale fruizione dell’opera d’arte e divenire, sotto il suo preciso dettame, un peregrinare emotivo che ha l’urgenza di porre al centro l’uomo.<br />
In galleria gli innesti ricondotti ad una intimità protetta, salvaguardata dall’indiscreto occhio pubblico, vissuta in una solitudine primordiale d’ascolto, di un battito che ci rende presenti a noi stessi e universalmente riconduce all’essenza dell’esistenza.<br />
La composizione della Raio, con un innovativo utilizzo dei mezzi  tecnologici, di comunicazione sensoriale, insieme alla documentazione d’arte di quanto agito e agente, è un lirico asciutto verso che deflagra con la forza di un respiro.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>WOWE</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 18:58:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>primopiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Artisti]]></category>
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		<description><![CDATA[Wowe (Wolfgang Wesener) è nato nel 1960 a Colonia &#8211; Germania. Durante i suoi studi in Design della Comunicazione presso l&#8217;Essen Folkwangschule (1981-84) ha fotografato per la rivista musicale Spex. Arrivando a New York City nel 1984, ha lavorato come &#8230; <a href="http://www.primopianonapoli.com/artisti/wowe/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.primopianonapoli.com/wp-content/uploads/2012/02/wowe-sito.jpg" rel="lightbox[1054]"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-1055" title="wowe sito" src="http://www.primopianonapoli.com/wp-content/uploads/2012/02/wowe-sito-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Wowe (Wolfgang Wesener) è nato nel 1960 a Colonia &#8211; Germania. Durante i suoi studi in Design della Comunicazione presso l&#8217;Essen Folkwangschule (1981-84) ha fotografato per la rivista musicale Spex. Arrivando a New York City nel 1984, ha lavorato come assistente con Hans Namuth e Evelyn Hofer durante la realizzazione di  New York Nightlife per Details Magazine. Nel 1986, ha iniziato una collaborazione che durerà poi 12 anni con il leggendario FAZ-Magazin, il supplemento settimanale al Frankfurter Allgemeine Zeitung. Si trasferisce in Italia nel 1990, continuando a fotografare per le riviste internazionali e perseguire progetti personali. Attualmente vive nella città di New York.</p>
<p>Selected exhibitions:</p>
<p>1984 photographie galerie, Düsseldorf</p>
<p>1985 olympus galerie, Hamburg</p>
<p>1986 kunstverein schwelm</p>
<p>1990 vera engelhorn gallery, nyc (ny nightlife)</p>
<p>1994 vera engelhorn gallery, nyc (venitians)</p>
<p>1996 vera engelhorn gallery, nyc (color portraits)</p>
<p>2003 c/o berlin, Berlin (kometen der nacht,nightclubbing in new york)</p>
<p>2003 galleria valentina moncada, Roma</p>
<p>2003 bayerischer hof, München</p>
<p>2008 c/o Berlin, Berlin (essence, 25 years 0f portraits)</p>
<p>2010 galleria PrimoPiano, Napoli</p>
<p>2011 PrimoPiano Galerie, Berlin</p>
<p><a href="http://blog.leica-camera.com/photographers/interviews/leica-portrait-wowe-wolfgang-wesener/" target="_blank">Leica</a></p>
<p><a href="http://blog.leica-camera.com/photographers/interviews/leica-portrait-wowe-wolfgang-wesener/" target="_blank"></a></p>
<p><a href="http://blog.leica-camera.com/photographers/interviews/leica-portrait-wowe-wolfgang-wesener/" target="_blank"></a></p>
<p><a href="http://www.wowephotography.com/" target="_blank">Wowe</a></p>
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		<title>Corrado Uccello</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 16:04:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>primopiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Artisti]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo un percorso formativo tra grafica e fumetti che lo ha condotto fino a Milano, Corrado Uccello si laurea in architettura a Napoli nel 1991. Ottiene la Borsa di studio per il Seminario Internazionale di Progettazione “Napoli, Architettura e Città” &#8230; <a href="http://www.primopianonapoli.com/artisti/corrado-uccello/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.primopianonapoli.com/wp-content/uploads/2012/02/corrado_.jpg" rel="lightbox[1013]"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-1050" title="corrado_" src="http://www.primopianonapoli.com/wp-content/uploads/2012/02/corrado_-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo un percorso formativo tra grafica e fumetti che lo ha condotto fino a Milano, Corrado Uccello si laurea in architettura a Napoli nel 1991.<br />
Ottiene la Borsa di studio per il Seminario Internazionale di Progettazione “Napoli, Architettura e Città” tenutosi a Napoli in Castel S. Elmo nel settembre 1992.<br />
Riceve una Menzione speciale “per la presentazione più originale” al Concorso Casaviva ‘93 per il migliore arredamento.<br />
Specializzatosi in Progettazione Urbana presso l’Università degli Studi di Napoli nel 1994, lavora come libero professionista con numerosi progetti e realizzazioni per committenti privati, più volte pubblicati su riviste del settore.<br />
Realizza l’immagine “YamaFuture” per l’azienda YamamaY per celebrare i 10 anni di attività ed augurare il nuovo anno 2011.<br />
Spaziando dal design alla fotografia, dalla manipolazione digitale alla pittura, è titolare del multidisciplinare corùdesignstudio che approfondisce, tra l’altro, la progettazione e la realizzazione di oggetti ed elementi di arredo nei materiali più diversi.<br />
Al suo attivo anche due avventure editoriali: nel 1997 con la Casa Editrice Fiorentino “Il mestiere di architetto” un libro che dissacra professionisti e committenti e “Racconti Estremi”, una raccolta di storie brevi pubblicata nel 2000 personalmente curata anche nella veste grafica.<br />
Dai primi anni di università attivo nella grafica e nella fotografia, ha iniziato a lavorare sulla manipolazione digitale fotografica nel 2008, inizialmente rappresentando “realtà improbabili”, ovvero “immaginando di aprire una finestra su un mondo parallelo al nostro, dove le regole come noi le conosciamo sono del tutto sovvertite”. La tecnica grafica e narrativa utilizzata  è quella vicina al mondo dei fumetti e della pubblicità, molto spesso attingendo immagini in internet. Successivamente ha intrapreso vari progetti,  il più delle volte tesi ad alterare la realtà, a stravolgere completamente il significato delle immagini, fornendo interpretazioni alternative e spesso opposte, con l’obiettivo di ricercare, in ciò che ci circonda, un “diverso ordine”. Attualmente è orientato alla esplorazione delle paure e delle fobie collettive, alla riflessione sul difficile obiettivo di abituarsi alla paura stessa per diventarne (forse) immuni.</p>
<p><a href="http://www.coru.it" target="_self">http://www.coru.it</a></p>
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		<title>Luigi Grassi</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 16:02:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>primopiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Artisti]]></category>

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		<description><![CDATA[Luigi Grassi è nato a Campobasso nel 1985. Ha studiato scenografia e fotografia presso l’Accademia di Belle arti di Napoli, iscritto al Biennio Polispecialistico di Fotografia coordinato dal Prof. Fabio Donato. Nel suo lavoro di ricerca è artefice di una &#8230; <a href="http://www.primopianonapoli.com/artisti/luigi-grassi/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.primopianonapoli.com/wp-content/uploads/2012/02/Luigi-Grassi3.jpg" rel="lightbox[1011]"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-1026" title="Luigi Grassi" src="http://www.primopianonapoli.com/wp-content/uploads/2012/02/Luigi-Grassi3-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Luigi Grassi è nato a Campobasso nel 1985. Ha studiato scenografia e fotografia presso l’Accademia di Belle arti di Napoli, iscritto al Biennio Polispecialistico di Fotografia coordinato dal Prof. Fabio Donato. Nel suo lavoro di ricerca è artefice di una fotografia magica e visionaria, che parte da esperienze autobiografiche per approdare ad un universo fantastico e onirico. Sin dagli inizi Grassi, seppur cresciuto nell’epoca della fotografia digitale,  si concentra in un affascinante processo di “recupero” e sperimentazione di antiche tecniche di stampa fotografica, dalla stampa agli alogenuri d’argento alla gomma bicromata senza disprezzare però le più contemporanee tecniche di stampa digitale. Questa sua particolare attenzione alla tecnica  lo porterà a collaborare con la Cattedra di Fotografia dell’Accademia di Belle Arti di  Napoli come Cultore della Materia Fotografica. Inizia nel 2008 la sua collaborazione con la Galleria PrimoPiano Napoli e ancora studente presenterà i suoi lavori durante i Rencontres d’Arles 2008 e 2009 presso la Temporay Gallery di PrimoPiano. Nel 2011 presenta nella sede napoletana della Galleria PrimoPiano l’opera fotografica  “L’Estate, forse” in un progetto curatoriale sul Neorealismo Magico di Antonio Maiorino dal titolo  “(…) o si è assunti in cielo o si precipita”, una doppia personale con il fotografo Massimo Pastore e con l’artista Antonella Raio come Guest Artist.</p>
<p>Principali espozioni:<br />
2008 &#8211; LES RENCONTRES D&#8217;ARLES 2008 &#8211; Arles (Francia) a cura di Antonio Maiorino &#8211;  PrimoPiano HomeGallery Napoli<br />
2008 &#8211; Luoghi di passione &#8211; PrimoPiano HomeGallery Napoli a cura di Antonio Maiorino &#8211; PrimoPiano HomeGallery Napoli<br />
2009 &#8211; LES RENCONTRES D&#8217;ARLES 2009 – Arles (Francia) a cura di Antonio Maiorino &#8211;  PrimoPiano HomeGallery Napoli<br />
2010 &#8211; Esposizione collettiva UN TUFFO NEL VINO &#8211;  Castel dell’Ovo Napoli.<br />
2010 &#8211; Biennale Giovani Fotografi – Bibbiena (AR) a cura di Aniello Barone<br />
2011 &#8211; ARTEAREZZOEXPO 2011 a cura di Maria Cristina Antonini e Accademia di Belle Arti Napoli<br />
2011 &#8211; (&#8230;) o si è assunti in cielo o si precipita – mostra personale a cura di Antonio Maiorino &#8211; PrimoPiano HomeGallery Napoli<br />
2012 – Esposizione collettiva per il Rotary Club International gruppo partenopeo, nell&#8217;ambito del progetto Rotary Cultura in accordo con l&#8217;Accademia di Belle Arti di Napoli, Galleria Giardino ABAN</p>
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		<title>Lucio Rosato</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 16:01:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>primopiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Artisti]]></category>

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		<description><![CDATA[(Lanciano 1960) architetto, viaggia sui territori al limite tra la concretezza del pensiero e l’astrazione della materia. Formatosi artisticamente sotto la guida di Franco Summa ed Ettore Spalletti, ha studiato canto come baritono al Conservatorio di Pescara con Maria Vittoria &#8230; <a href="http://www.primopianonapoli.com/artisti/lucio-rosato/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.primopianonapoli.com/wp-content/uploads/2012/02/LR1.jpg" rel="lightbox[1008]"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-1032" title="LR" src="http://www.primopianonapoli.com/wp-content/uploads/2012/02/LR1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">(Lanciano 1960) architetto, viaggia sui territori al limite tra la concretezza del pensiero e l’astrazione della materia. Formatosi artisticamente sotto la guida di Franco Summa ed Ettore Spalletti, ha studiato canto come baritono al Conservatorio di Pescara con Maria Vittoria Romano e si è laureato in architettura nel 1986 a Pescara con la tesi Appunti per un viaggio nel Mediterraneo. Tra i riconoscimenti: nel 1996 è tra i premiati di Europan 4 con il progetto Minotauro a Iraklion; nel 2003 è premio speciale al concorso nazionale per la scelta di opere d’arte da ubicare nella nuova sede degli Uffici Giudiziari di Pescara con la fontana lo spazio di Narciso; nel 2007 è menzione d’onore al concorso internazionale Parco della Memoria a San Giuliano di Puglia con il progetto orizzonti poggiati. Ha realizzato installazioni, allestimenti temporanei e architetture permanenti, tra queste: l’ampliamento del cimitero di Francavilla al mare, il museo del mare di Pescara, la casa che guarda il mare a Ortona. Insegna teorie di progettazione all’Università Europea del Design di Pescara. Suoi scritti e progetti sono stati pubblicati su riviste di settore e i suoi lavori sono stati esposti in rassegne nazionali e internazionali. Ha pubblicato: Case (con Tonia Giansante), Librìa, Melfi 2004; Sui territori al limite, Libria, Melfi 2007; la città negata, identità e modificazione, Franco Angeli editore, Milano 2008. Vive e prende appunti a Pescara.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.luciorosato.it/">http://www.luciorosato.it/</a></p>
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		<title>Francesco Taurisano</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 15:25:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>primopiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Artisti]]></category>

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		<description><![CDATA[Francesco Taurisano, nato a Napoli il 28 maggio 1983, ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Napoli specializzandosi in Nuove Tecnologie dell’Arte. L’incontro con l’artista Gianni Pisani è altamente formativo e tale frequentazione gli consente un confronto stimolante e fuori dalle &#8230; <a href="http://www.primopianonapoli.com/artisti/francesco-taurisano/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.primopianonapoli.com/wp-content/uploads/2012/02/Taurisano.jpg" rel="lightbox[999]"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-1000" title="Taurisano" src="http://www.primopianonapoli.com/wp-content/uploads/2012/02/Taurisano-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Francesco Taurisano, nato a Napoli il 28 maggio 1983, ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Napoli specializzandosi in Nuove Tecnologie dell’Arte.<br />
L’incontro con l’artista Gianni Pisani è altamente formativo e tale frequentazione gli consente un confronto stimolante e fuori dalle griglie accademiche.<br />
L’artista nel corso di questi anni ha deciso una ‘traversata in solitaria’ senza mai esporre i suoi lavori ma passando attraverso varie esperienze artistiche operando in molteplici ambiti, fondendo linguaggi e codici, incrociando riferimenti colti e popolari. Taurisano è in continua elaborazione di un linguaggio  utilizzando diversi media espressivi che, pur risentendo delle tendenze sperimentali contemporanee,  rimane totalmente nella  sua voluta autonomia, irriducibile e non definibile univocamente.<br />
Nel 2011 la Galleria PrimoPiano lo chiama a far parte della sua scuderia e la sua prima mostra sarà inaugurata nell’aprile del 2012.</p>
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		<title>Rituali di Iwajla Klinke</title>
		<link>http://www.primopianonapoli.com/exhibitions/rituali-di-iwajla-klinke/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 18:01:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>primopiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Exhibitions]]></category>

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		<description><![CDATA[Iwajla Klinke Rituali a cura di Antonio Maiorino Vernissage: venerdì 27 gennaio 2012 – ore 19 Galleria PrimoPiano Via Foria 118 Napoli Orari di visita: dal martedì al venerdì 16:00 alle 20:00 &#8211; sabato e domenica per appuntamento _ fino al &#8230; <a href="http://www.primopianonapoli.com/exhibitions/rituali-di-iwajla-klinke/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="http://www.primopianonapoli.com/wp-content/uploads/2012/01/foto-articolo-sito1.jpg" rel="lightbox[947]"><img class="aligncenter size-full wp-image-953" title="foto articolo sito" src="http://www.primopianonapoli.com/wp-content/uploads/2012/01/foto-articolo-sito1.jpg" alt="" width="800" height="568" /></a></h2>
<h2><strong>Iwajla Klinke Rituali </strong>a cura di Antonio Maiorino Vernissage: venerdì 27 gennaio 2012 – ore 19</h2>
<p>Galleria PrimoPiano Via Foria 118  Napoli Orari di visita: dal martedì al venerdì 16:00 alle 20:00 &#8211; sabato e domenica per appuntamento _ fino al 20 febbraio 2012</p>
<p style="text-align: justify;">La Galleria PrimoPiano è lieta di presentare la prima esposizione di opere fotografiche in Italia dell’artista tedesca Iwajla Klinke dal titolo Rituali. L’inafferrabile può essere dovuto alla volontà criptica dell’autore e sovente cela una necessità narcisista che soverchia l’opera rendendola distante e inconoscibile, talvolta invece, l’inafferabile, riesce ad esercitare fascinazione e desiderio di possesso di quella chiave che ci condurrà alla sublime percezione del capolavoro. Le opere di Iwajla Klinke appartengono a  quest’ultima categoria. Potremo rilevare le tante stratificazioni cultuali, le influenze fiamminghe, il rapporto simbiotico di natura morta e ritratto, la magia di cavalieri e madonne contemporanee, l’evidente seduzione dei riti di passaggio, ebbene, nonostante queste molteplici letture, si ritorna con lo sguardo alle opere per esserne nuovamente rapiti perché conservano un ulteriore segreto che ci attrae come solo la Bellezza riesce. Nella visione dell’artista berlinese ritroviamo quelli che Van Gennep, etno-antropologo del secolo scorso, definisce riti di separazione dal mondo asessuato, rituali magici di iniziazione che la cultura occidentale non riesce più a comporre in maniera tradizionale ma che pure resistono sotto altre inaspettate forme. Iwajla Klinke dissotterra con lirica eleganza gli elementi e i simboli rituali facendoci percepire il momento di crisi ponendosi nel ruolo di potere dell’iniziatore e imprimendo un’ideale successione al mondo sessuato. L’adornare i soggetti è esso stesso processo di mutamento e rito d’iniziazione. E’ con il soggetto stesso che l’artista decide quali strade percorrere, come declinare le forme del loro mondo, quali costumi della loro tradizione utilizzare. I ritratti hanno sempre un fondale nero e sono realizzati con luce naturale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’incontro in Accademia di Belle Arti Napoli<br />
</strong>Venerdì 27 gennaio 2012 ore 11.30, su invito <strong>dell’Accademia di Belle Arti di Napoli,</strong> incontro con  Iwajla Klinke presso l’Aula Magna dell’Accademia Partenopea, moderano l’incontro il Prof. Fabio Donato &#8211;  Artista e Coordinatore del Biennio Specialistico di Fotografia, Massimo Pastore &#8211; Artista e collaboratore della Galleria PrimoPiano,  Lida Perin – interprete.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“La fotografia mi dà una sorta di sensazione di trionfo sulla lingua. Quando ci sei tu e l’altra persona, sembra sciocco, ma puoi fare a meno della lingua” I. Klinke</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p>Si ringrazia: Cantine Astroni</p>

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