MARTE CLOSE UP

in collaborazione con Galleria PrimoPiano Napoli

21 FEBBRAIO / 30 MARZO

Presenta

Luca Zanier
CORRIDORS OF POWER

Jay Wolke
ARCHITECTURE OF RESIGNATION

a cura di Antonio Maiorino Marrazzo

Il MARTE inaugura una nuova stagione espositiva, rappresentativa di una nuova organizzazione interna e simbolo di un importante evoluzione che punta a rilanciare ilsito metelliano nel novero dei più importanti Spazi espositivi del territorio e a consolidarne il ruolo di centro culturale multidisciplinare.

Il nuovo ciclo riprende dunque il discorso, temporaneamente interrotto, della grande arte in Mostra al MARTE, avvalendosi della collaborazione di alcune delle più importanti realtà che operano in Campania quali la Galleria PrimoPiano, homegallery di Napoli dedicata alla fotografia, design e videoarte con cui si dà vita alla sezione

La grandeur e l’ostentazione delle architetture iconiche dei poteri globali a confronto con le architetture della rassegnazione dell’Italia negli scatti di Luca Zanier e Jay Wolke

“Corridors of Power” di Luca Zanier
Immagini che ritraggono i Luoghi del Potere, enormi sontuose sale dove assemblee di uomini decidono delle sorti del mondo e delle vite di altri uomini e donne, calati nella pomposità che le architetture stesse, opportunamente, conclamano. Queste opere hanno una potenza visiva necessaria, sorprendente, che di quei poteri ci fanno sentire la greve responsabilità. Come già in Raum und Energie, Luca Zanier ci accompagna in luoghi non accessibili, solo visitati dal fugace sguardo della cronaca che questi spazi vede con l’occhio del pubblico in ascolto del relatore di turno o della stella che la Storia vuol vedere brillare. Zanier fotografa questi spazi nella loro assenza acustica, in gelido silenzio, dal punto di vista del relatore.
La sala del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, quella pronta ad accogliere nel tempo di due ore i delegati delle nazioni in caso di crisi, ci appare come un modello della Lego, ha una leggerezza ludica che si scontra in maniera ciclopica con quanto accade in quello spazio. Le architetture di Oscar Niemeyer, al gratuitoservizio del partito comunista e del sindacato francese, la sala del comitato esecutivo della FIFA, illuminata da un grande lampadario a forma di arena sebbene il presidente Blatter dica che la luce “debba venire dalle persone che sono nella sala”. Quello che Zanier ci propone è un viaggio necessario nell’estetica del potere.

14 opere fotografiche a colori di medio e grande formato.

Architecture of resignation di Jay Wolke
Il progetto fotografico di Jay Wolke necessiterebbe di un saggio per la cui stesura sarebbe utilesapere ben districarsi nelle scienze antropologiche, in quelle politiche, storiche, sociologiche.
La lettura delle immagini che l’autore statunitense, docente di arte e design del Columbia College di Chicago, ha prodotto in vari viaggi nel Mezzogiorno d’Italia nel corso di sette anni, ci appartiene e ci ferisce, senza alcuna speranza da suggerire, Architettura di rassegnazione: fotografie dal Mezzogiorno. Un itinerario amaro dal Lazio alla Sicilia, tra degrado e incompiute come la  “Unfinished Church” di Gibellina Nuova in Sicilia (FOTO) e “Unfinished Tunnel” di Villa San Giovanni in Calabria.
Il professor Montanari scrive:
“Wolke ha scattato le fotografie tra il 2000 ed il 2007 in un lungo e amaro Grand Tour in cui l’amore per il Bel Paese non si è impantanato nell’eterna  oleografia dietro cui cerchiamo, da secoli, di nascondere la nostra inarrestabile decadenza (…) Per un’adeguata ecfrasis di queste fotografie, di sorprendente nitore formale, ci vorrebbe la penna di un marchese De Sade, o di uno Sciascia. Ma solo Fellini potrebbe mettere in scena  il mausoleo romano dell’Appia pieno di spazzatura, tra cui troneggia un inconcepibile materasso azzurro”. E Roberta Valtorta, nel testo critico del catalogo della mostra, amaramente scrive: ”Vedere l’Italia e morire” Il significato di questa frase sembra ora cambiare completamente. Oggi, è il dolore che prende il posto dello stupore. Un tempo si pensava che dopo aver visto l’Italia ci si poteva sentire soddisfatto della tua vita e poi morire. Ora sembra che se si vede l’Italia ci si sente di morire”. L’autore americano, le cui opere sono parte delle collezioni permanenti del Whitney Museum of American Art, del MOMA di New York e di San Francisco tra gli altri, giunge al MARTE nella sua seconda esposizione italiana.

16 opere fotografiche a colori 76 x 101 cm.

INFO UTILI

L’opening della doppia mostra, che inaugura la sezione MARTE CLOSE UP,  è fissato per sabato 21 febbraio alle ore 18.30; la mostra resterà aperta sino al 30 marzo

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